L’Amore cerca casa e la casa sei tu!

letture per questa domenica

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La stanza da preparare

Oggi celebriamo la festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Oggi celebriamo la festa della comunione di Dio con gli uomini e degli uomini fra loro. Già il titolo di questa festa, Santissimo Corpo e sangue di Cristo, potrebbe pero suscitare una certa DISTANZA, anziché comunione, prossimità, vicinanza. 

La parola santo/santissimo più che creare simpatia, attrazione, desiderio, genera distacco, inadeguatezza, impossibilità, indegnità. Proprio il contrario del messaggio della festa di oggi. Santissimo come dire lontanissimo, intoccabile, da non sporcare, inavvicinabile, puro. E chi di noi è veramente puro? 

Affermo questo perché, nel linguaggio comune, quando noi cristiani pensiamo ai santi e alle cose sante nella nostra testa appare la frase, o la rassegnazione che ci dice: non fa per me, per me è impossibile, io non sono santo, non lo potrò mai essere. La santità è percepita come “qualcosa” che non è dell’uomo, che ha a che fare con il dopo la vita, che non può appartenere al comune mortale. Quindi se per la santità pensiamo questo – anche se forse mi sbaglio – cosa pensiamo nel sentire che oggi si celebra la solennità del “Santissimo Corpo e sangue di Cristo”? 

Allora affermo questo per togliere ogni dubbio, domanda e distanza: questo Corpo e Sangue santissimi di Cristo entrano nella nostra carne ogni qual volta lo desideriamo. Questo santissimo Corpo e Sangue di Gesù, questo Amore gratuito cerca casa e questa casa siamo noi. L’AMORE CERCA CASA! 

Dunque non ci sono distanze da parte di Dio, non c’è separazione, né muri invalicabili fra noi e il Corpo di Cristo, ma un suo ardente desiderio di entrare in comunione con noi, di trovare casa in noi, di mescolarsi alla nostra carne, al nostro sangue, al nostro modo di pensare, vivere, respirare, amare, pregare. Allora è Santissimo non per se stesso, non aggiunge nulla questa dicitura al Corpo e sangue di Cristo, ma per noi, per ricordarci che questo pezzo di pane ha in sé la volontà, la certezza, la potenza di rendere chi lo mangia un santo, non per meriti, ma per bontà divina, di crearlo casa d’amore per Dio. 

In questo grande mistero di distanza e vicinanza, di purezza e d’intimità con noi Gesù chiede dov’è la stanza in cui poter mangiare? Una domanda importantissima per chi si appresta a nutrirsi dell’eucaristia: Dov’è la stanza in cui io posso celebrare la mia comunione con il Signore?. Dove il Signore desidera vivere e realizzare la sua comunione con noi? In quali luoghi nella mia personalissima vita c’è più bisogno del suo amore, della sua presenza santificatrice?. 

Vi mostrerà al piano superiore una grande sala

Per rispondere a questa domanda, il Vangelo ci aiuta ulteriormente: vi mostrerà al piano superiore una stanza. Al piano superiore. Indicativo il fatto che la stanza non sia al piano terra. Chiaro il messaggio: se vuoi entrare in comunione con Gesù e celebrare l’Eucaristia, fare esperienza del miracolo del Corpo e sangue di Cristo che si mescola alla tua carne e al tuo sangue, devi salire, fare fatica, alzarti di piano, elevarti, ed entrare nelle stanze più alte della vita e della tua vita

Per incontrare il Risorto nel pane di vita siamo invitati ad alzare lo sguardo, salire al piano superiore della nostra vita, non piangersi addosso per i mali subiti e inflitti, per le cose che non vanno come vogliamo. Alzarci e andare oltre le nostre miserie che ci fanno stare con le mani a terra. Siamo chiamati a fare la fatica di salire, di cambiare posizione, di cambiare aria, di metterci sempre in discussione, in cammino, di non arroccarci sulle nostre comunioni ristrette e di allargare il più possibile le trame dell’amore.  

Arredata e pronta 

Per accogliere il Corpo di Cristo e sentirlo vivo in noi allora possiamo intraprendere questi passi: 

  • avere la consapevolezza di essere attesi, la stanza è già arredata e pronta, come a dirci che siamo sempre attesi a vivere la comunione con il Signore Risorto;
  • cercare la stanza nella mia vita dove celebrare l’eucaristia, in quali luogo c’è più bisogno della presenza di Dio? 
  • salire al piano superiore e, quindi, essere disponibili a fare la fatica di metterci in cammino e chiedere l’umiltà di sentire bisogno di questo nutrimento necessario per credere e crescere nell’amore; 
  • fare ordine: la stanza era già arredata e pronta, il disordine nelle scelte, nella mente e nella vita ci porta a disperderci. Allora fermiamoci e cominciamo a mettere a posto ciò che a posto non è e faremo l’esperienza di essere incontrati dal Santissimo Corpo e Sangue di Gesù e da Lui amati. Di essere casa dell’amore. Di essere dimora dell’Amato. 

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