Annuncia buone notizie

Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce

Oggi è Natale! Oggi siamo qui per allenarci a incontrare e accogliere nuovamente alla luce del nostro Dio. A intraprendere la buona abitudine, l’abito, della luce. Quell’abito che abbiamo ricevuto il giorno del nostro battesimo, la veste dei risorti.  

Oggi siamo qui per imparare a usare nuovamente l’uso della voce. Oggi siamo qui per ascoltare una voce, la voce delle sentinelle, che gridano, piangono di gioia, esultano danzando, poiché i loro occhi hanno visto e goduto il ritorno del Signore e allora, urlano, annunciano, prorompono in canti di gioia, in mezzo alle rovine di Gerusalemme, le sentinelle non piangono, non si disperano, ma s’alzano e cantano l’arrivo del salvatore. Non rattrappiscono il corpo, ma ritti in piedi, proclamano speranza perché? Perché i loro occhi hanno veduto. In mezzo alle tenebre, le sentinelle hanno visto il suo arrivo. Nella notte hanno scorto la luce del salvatore, non si sono abituati all’oscurità ma hanno allenato gli occhi alla scoperta della luce.  

E tu, sentinella in mezzo alle rovine

Oggi è natale! A noi che siamo è chiesto questo esercizio, questo compito. A noi che siamo qui e che siamo in mezzo alle rovine del nostro mondo, dei nostri fallimenti, delle nostre fatiche e paure che tutti abbiamo – grandi o piccoli – è chiesto di stare in piedi in mezzo alla sciagura senza alcuna paura perché i nostri occhi hanno incontrato la luce, hanno visto in Gesù bambino il Salvatore, e siamo qui affinché le nostre labbra comincino a prorompere in canti, in annunci di letizia, di salvezza, di gioia, di pace, di speranza. 

Che bello sarebbe uscire di chiesa così rinnovati, così gioiosi da balzare come vitelli del Libano? Come l’amato del Cantico dei Cantici alla ricerca dell’amata che salta ed esulta in attesa di incontra la sua bella, la sua sposa.

Oggi è Natale. Oggi facciamo memoria della nascita del nostro Salvatore. Se non abbiamo gli occhi allenati alla luce, non scopriremo nulla di nuovo, se non andiamo a casa rinnovati, significa che il primo regalo che dobbiamo farci è quello di allenarci nuovamente a scorgere nelle brutture del mondo quello che c’è di vero, buono e bello per non cedere il passo alla tristezza e alla violenza che pervade il mondo.     

Eppure il mondo non lo ha riconosciuto

Il rischio, infatti, è non riconoscere il tempo del passaggio del nostro Dio nella nostra vita ed essere come le tenebre del Vangelo che sono sono state visitate dalla Luce, dal Salvatore, ma non l’anno accolto, non lo hanno riconosciuto rimanendo nelle tenebre. Il cristiano dovrebbe essere quel lumicino che nella notte illumina chi è disperso e spesso, a partire dalla Chiesa istituzione, più che essere luce che illumina i dispersi siamo voragini di tenebre che inghiotte anche i cristiani più autentici. Non fermiamoci a questo. Andiamo dentro, andiamo oltre, rimaniamo discepoli del Signore e proviamo a continuare a compiere la nostra parte di Sentinelle che annunciano la vittoria del bene sul male, che scelgono la via della pace e dei legami autentici e non dei muri; che cerca buone notizia da condividere contro ogni cattiva notizia che imperversa il nostro tempo.

E il verbo si fece carne: Ti chiedo attenzione

E il verbo si fece carne e per fortuna, e per grazia. Dio non solo ha preso la nostra carne, ma si fece carne. Qui non si tratta di un’immagine. Dio ha deciso di prendere la nostra immagine in un processo di mimesi, di imitazione. No, il Verbo, Dio, si fa carne. Non è immagine, non è una rappresentazione, Dio si fa carne della mia carne. In questo verbo “fare” è annunciato un lavorio di Dio per essere carne della nostra carne e il lavorio – come ben sappiamo – il fare, richiede una fatica, una passione, un progetto. Nel Natale non si celebra solo la nascita del nostro Dio, ma siamo invitati a osservare, contemplare e amare questa sua volontà di esserci in noi e con noi. L’incarnazione è frutto di scelta, fatica e progetto di Dio per entrare in piena comunione con noi perché nulla di noi fosse fuori, escluso, dalla bellezza della sua presenza. 

Oggi è Natale e allora? 

  1. Allenati a cercare la luce
  2. Sii sentinella, sii voce che annuncia e danza la presenza di Dio 
  3. Rimani in contatto con la tua carne e con la carne di chi di circonda e non dimenticare mai che le, fra le trame dell’essere carnale che noi siamo è presente il volto stesso di Dio che invoca cittadinanza, ascolto, un po’ di attenzione.

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