È una pratica di aiuto nella quale la persona che si trova in una situazione di difficoltà è sostenuta dal counsellor nel trovare le risorse per risollevarsi. Il counsellor deve essere addestrato all’osservazione, all’ascolto e al comunicare.
Arte di osservare.
Si basa sul codice visivo e il sistema di interazione sociale (teoria polivagale). Il codice si basa sui tre livelli del cervello uno e trino: vedere, guardare, osservare.
Vedere. Il vedere è l’impatto visivo che consente di vedere quella persona. Visione che dipende sempre dal proprio punto di vista che deve essere a sua volta conosciuto da colui che si mette a osservare.
Guardare. Per guardare è necessario sapere cosa stiamo cercando del soggetto, con quale scopo, obiettivo. Dal vedere al guardare c’è un passaggio in profondità, una profondità che è guidata da un’intenzione di ricerca rispetto un tema, una questione posta in essere, un interrogativo.
Osservare. A questo punto si giunge all’osservare dopo aver visto e guardato in profondità, si cerca di osservare, ossia mettere insieme quello che si è visto e guardato e trovarne uno sguardo di insieme. Questo sguardo integrale è guidato dalle proprie competenze, maturando uno sguardo del cuore. L’osservare ha a che fare anche con il cuore, possiamo affermare che l’arte di osservare ha a che fare con gli “occhi del cuore”.
Arte di ascoltare
Si basa sul codice auditivo e la neurofisiologia (cervello uno e trino e neuroni mirror[1] [2]). Il codice si basa sui tre livelli del cervello uno e trino: udire, sentire, ascoltare.


Udire. L’udire è la capacità “fisica” e neutra di poter distinguere i rumori e i suoni attorno a sé.
Sentire. Il sentire – come afferma Alda Merini – è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente[2]. Non è solo udire, ma c’è un coinvolgimento delle proprie emozioni rispetto quello che si sta udendo con le orecchie.
Ascoltare. L’ascoltare è di tipo passivo, selettivo, riflessivo e attivo. Per spiegare queste dimensioni dell’ascolto, utilizzo la tabella[3] sintetica della dottoressa P. Argentino.

Da qui le 7 regole d’oro dell’ascoltare[4]:
1) Non aver fretta di arrivare alle conclusioni.
2) Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista (per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista!).
3) Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.
4) Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio.
5) Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili.
6) Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione.
7) Per essere un buon ascoltatore devi adottare una metodologia umoristica. (Marianella Sclavi)
[1] La principale funzione dei neuroni specchio è la comprensione di quello che gli altri stanno facendo, non la semplice imitazione. I neuroni specchio inoltre rivestono una funzione fondamentale non solo per quanto riguarda la percezione del movimento ma anche per l’osservazione delle emozioni negli altri.
[2] Le virgole sono importanti, tutta la punteggiatura lo è. Come il destino, quando capiti nel posto sbagliato, nel momento meno opportuno e tutto cambia. Poi c’è un verbo, “sentire”, dai mille significati. Mi piace il verbo sentire, sentire il rumore del mare, sentirne l’odore, sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra, sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco, sentire l’odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore. Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente. Mi piace il verbo sentire, poesia di A. Merini
[3] P. Argentino, Abilità del Counsoller di base, slides della lezione online su Counsellor di base
[4] P. Argentino, Abilità del Counsellor di base, slides della lezione Counsellor di base
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