L’ascolto gestaltico

Il counsellor di indirizzo gestaltico apprende un ascolto di tipo gestaltico. 

P. Goodman scrive: 

«Tuttavia, vi è un importante tipo di silenzio, cioè l’ascolto, che è almeno altrettanto mirato e preciso come il discorso e che costringe continuamente chi parla ad affinare il discorso nei minimi dettagli, per dare l’orientamento, per evitare l’ambiguità, per focalizzare l’attenzione. Il silenzio attivo dell’ascolto determina la fonetica, il lessico, la grammatica, e lo stile del parlare[1]».

Nella gestalt teraphy F. Perls, nell’agosto 1969, afferma: 

«Abbiamo una polarità peculiare in questo mondo: l’ascoltare contro il combattere. Gli individui che ascoltano non combattono, e quelli che combattono non ascoltano. Se le fazioni in guerra della nostra società – i partners in un matrimonio, i soci d’affari – aprissero i loro orecchi e ascoltassero i loro avversari, le ostilità nel nostro ambiente e tra le nazioni diminuirebbero grandemente. Il concetto di “Ti sto dicendo ciò di cui ho bisogno”, sarebbe sostituito da “Sto ascoltando che cosa vuoi”, e sarebbe aperta la base della discussione razionale”».

Potremo parlare di ascolto empatico. Ossia: mettersi nei panni dell’altro, camminare nelle sue scarpe, vedere il mondo con i suoi occhi, entrare in sintonia con l’altro, sentire dentro di sé come sente l’altro[2].

Arte di comunicare

Si basa sul codice narrativo e la neurobiologia dell’esperienza relazionale. Per addentrarci nel tema delle capacità comunicative e spiegare quali sono, occorre prima specificare che la comunicazione può essere di due tipi: verbale e non verbale. Un buon counsellor deve allenarsi a conoscere bene entrambi, analizziamole nel dettaglio.

Comunicazione verbale riguarda le parole che si pronunciano e come si pronunciano. Quindi si deve prestare attenzione al tono, il volume e l’intonazione della propria voce. Tutti gli elementi verbali aiutano a inviare e ricevere le informazioni. La comunicazione verbale implica la condivisione e lo scambio di informazioni tra due o più individui attraverso l’uso delle parole. Interloquendo nel modo adeguato con un’altra persona, si stabilisce un rapporto solido e un senso di fiducia. Parlando con chiarezza, libertà, fiducia e verità sarà anche più semplice evitare confusione e fraintendimenti.

Comunicazione non verbale: è la comunicazione “tacita” tra due o più persone. Avviene non attraverso la voce ma mediante l’elemento visivo. La comunicazione non verbale include: gesti, espressioni facciali, movimenti del corpo, sguardo, postura e simili. Si può dire molto anche nel silenzio, solo rimanendo l’uno di fronte all’altro. Mentre si parla, il corpo invia delle informazioni utili nella comprensione della narrazione. 

Altro aspetto importante per il counsellor nella sua gestione della comunicazione nella relazione di aiuto è “addestrarsi” nella capacità di porre domande corrette al cliente. Domande che devono aiutarlo a esplorare i propri sentimenti e pensieri, le proprie criticità e le potenzialità atte ad aiutarlo a uscire autonomamente dalla crisi. 

Tabella sintetica delle competenze del counsellor secondo l’AICO

da https://www.aicounselling.it/res/download/pdf/12_it.pdf


[1] P. Goodman, Teoria e pratica della terapia della Gestalt

[2] P. Argentino, Abilità del Counsoller di base, slides della lezione online su Counsellor di base

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