Capovolgere il dolore in abbracci

โ€œUn padre che corre incontro al figlio, perchรฉ ha fretta di capovolgere il dolore in abbracci, di riempire il vuoto del cuore. Per lui perdere un figlio รจ una perdita infinita. Non ha figli da buttare, Dio. Un padre che non rinfaccia, ma abbraccia; non sa che farsene delle scuse, perchรฉ il suo sguardo non vede il peccato del figlio, vede il suo ragazzo rovinato dalla fame. Ma non si accontenta di sfamarlo, vuole una festa con il meglio che cโ€™รจ in casa! E non ci sono rimproveri, rimorsi, rimpianti. Un Padre che infine esce a pregare il figlio maggiore, alle prese con lโ€™infelicitร  e tenta di spiegare e farsi capire ma non ci riesceโ€. (E. Ronchi)

Sii interessato e stupido

Mentre Mosรจ lavorava, stava pascolando, viveva la sua quotidianitร . MENTRE, Mosรจ stava facendo tutto questo, Dio si presenta a Lui con un fatto straordinario: non tanto il roveto che brucia (chissร  nel deserto quanti se non possono incontrare), ma il roveto che brucia senza consumarsi. Questo cattura la sua attenzione, lo incuriosisce e si avvicina per vedere meglio.

Tu sei, l’innamorato!

In questo gesto Dio si fa debole per rendere forte Abram, in questo gesto รจ come se Dio dicesse: Abram so che non riuscirai a mantenere fede al tuo impegno, so che cadrai, so che sei un uomo debole, eppure ti scelgo e, non solo, sarรฒ io a garantire per te davanti a te stesso e agli uomini. Ancora una volta Dio si rivela come un grande innamorato degli uomini, un Dio che non teme di abbassarsi verso di noi affinchรฉ noi possiamo essere innalzati e vivere da veri figli.

Ora รจ il tempo a nostro favore

Il Libro del Deuteronomio racconta di come il popolo di Israele perseguitato dagli Egiziani si รจ messo a gridare al Signore e il Signore cosa fa? Il Signore ASCOLTA la voce del suo popolo, il Signore VEDE la sua umiliazione e il Signore FA uscire, ossia li LIBERA e CONDUCE.

Per aprire futuri realizzabili

Gesรน รจ accerchiato dalla folla. La sua fama lo precedeva e molti uomini e donne, malati, poveri, sofferenti, curiosi lo seguivano, lo cercavano ed ascoltavano, non gli davano tregua.

Sii luce!

Oggi celebriamo la presentazione al Tempio di Gesรน e ci offre due testimoni, Simeone e Anna, che ci ricordano e ci insegnano che siamo chiamati a essere ASPETTANTI e SOSPIRANTI, coloro che aspettano, coloro che sospirano, respirare da sotto, mandare un respiro dal profondo del petto, un respiro che trova origine dallโ€™esperienza della mancanza. Oggi celebriamo la festa degli aspettanti che sospirano, o dei sospiranti che aspettano. La festa di coloro che aspettavano - una volta dicevo - la salvezza, oggi dico di coloro che desiderano essere amati senza se e senza ma. In fondo che cosa rappresenta la salvezza, se non fare esperienza di qualcuno che ci abbracci non nonostante tutto, ma per tutto e in tutto a quello che abbiamo scelto, conquistato, vissuto, distrutto, amato, fallito.

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