Non vinca la paura

I discepoli continuano ad avere paura. Siamo nel tempo della paura. Hanno timore che i Giudei se la prendano con loro, dopo aver ucciso Gesรน, temono per la loro vita. Hanno abbandonato Gesรน sulla croce e ora continuano a tradirlo sebbene lโ€™annuncio del mattino di Pasqua delle donne, sebbene lo stesso Pietro insieme al discepolo che Gesรน amava erano andati al sepolcro a verificare quello che le donne avevano detto e videro la pietra ribaltata, il sepolcro vuoto, le bende, e videro e credetteroโ€ฆ nonostante tutto questo i discepoli sono chiusi in una stanza e continuano ad avere paura. I loro cuori ancora dubitano. Il tempo della paura, del dubbio, dellโ€™assenza di Dio bussa continuamente da sempre alle porte della vita degli uomini.

Portatemi con voi

Pasqua di risurrezione: primo giorno. Vita nuova che muore per non morire piรน: primo giorno. Ecco cosโ€™รจ la risurrezione: avere la possibilitร  di fare esperienza di questo continuo e eterno ricominciare. Primo giorno. Aprire gli occhi per la prima volta. Amare la propria amata o amato come fosse la prima volta. Innamorarci dellโ€™altro, della vita, dellโ€™esistente come fosse il primo giorno. La Pasqua di risurrezione ci insegna a custodire, scegliere, vivere nel primo giorno, sempre. Primo giorno di vita. Primo giorno in cui qualcuno ci ha abbracciato, perdonato, riconosciuto, amato. Cominciare ogni singolo giorno con la meraviglia del bambino che inizia a riconoscere i tratti del volto dei propri genitori e sorride e, poi, sorride al sole, al vento, al fiore, alla vista del mare. Primo giorno.

Futuro

Ma Gesรน cosa fa? Non parla subito. Gesรน prende tempo. Il perdono รจ un lavoro e per questo motivo esige tempo, chiede di prendere tempo, di scrivere per terra, di cambiare lo sguardo, il punto di vista. Con il gesto di scrivere per terra, Gesรน obbliga a cambiare lo sguardo, il punto della prospettiva, non piรน rivolti verso la donna, ma verso il suo dito che scrive per terra, verso la terra, come a dire che proprio dalla terra umile puรฒ iniziare un nuovo percorso di perdono, di ammissione di colpa, di giudizio.

Capovolgere il dolore in abbracci

โ€œUn padre che corre incontro al figlio, perchรฉ ha fretta di capovolgere il dolore in abbracci, di riempire il vuoto del cuore. Per lui perdere un figlio รจ una perdita infinita. Non ha figli da buttare, Dio. Un padre che non rinfaccia, ma abbraccia; non sa che farsene delle scuse, perchรฉ il suo sguardo non vede il peccato del figlio, vede il suo ragazzo rovinato dalla fame. Ma non si accontenta di sfamarlo, vuole una festa con il meglio che cโ€™รจ in casa! E non ci sono rimproveri, rimorsi, rimpianti. Un Padre che infine esce a pregare il figlio maggiore, alle prese con lโ€™infelicitร  e tenta di spiegare e farsi capire ma non ci riesceโ€. (E. Ronchi)

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poesia Cantano allโ€™unisono  le forze cosmiche ai Tuoi piedi  giungono i gemiti del mondo. Chiome trafitte dal Sole iniziano ad Amare il tuo Orecchio ascolta la Terra imbevuta  di scure lacrime. da L'oro e la luce, in pubblicazione

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