SCONFINAMENTI D’AMORE: IL DONO CHE OSA E IL FURTO CHE SORPRENDE

Quando penso a Gesù, a quello che conosco di lui, al suo rapporto con me e al mio con lui, se osservo quello che è accaduto a me da quando cerco a tentoni di seguirlo e ricordo come lui, Gesù, interviene nel cuore delle persone che si affiancano a me, l’unica parola che sorge è SCONFINARE. Gesù era ed è l’uomo che sconfinava sempre. Gesù, che è sempre in cammino, sempre altrove, sempre oltre, sconfina. Gesù è l’uomo che sconfinava e sconfina sempre allora così oggi. È l’uomo privo di confini spaziali e temporali, libero dagli intrighi della piccola gente, oltre ogni possibile muro o rigidità. Gesù è l’uomo dal cuore largo, dalle braccia eternamente lunghe perché nulla e nessuno vada perduto o si senta escluso. Gesù è l’uomo che attraversava la vita, la carne, l’amore, la malattia, la terra, la sordità, la cecità per prendere dimora in ogni luogo, esistenza, impurità, dolore e in ogni bocca aperta per fame e o per ingiuria. Lui decideva di abitare in tutta questa umanità. Lui entrava in ogni vita e ne usciva liberando, sanando, amando, perdonando. Gesù sconfina dalla propria famiglia tanto da sentirsi dire: è fuori di sè. Gesù sconfina la legge del suo tempo; Gesù sconfina il sabato; Gesù sconfina nei peccatori perdonandoli; Gesù sconfina la purezza, Gesù sconfina le terre proibite; Gesù sconfina la morte e gli inferi, … la chiesa stessa.

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