Il Signore apparve nell’ora più calda del giorno. Nell’ora più calda del giorno, perché questa precisazione? Se fossimo in un monastero orientale, sarebbe immediata la corrispondenza e il significato simbolico di questa espressione. L’ora più calda del giorno, è l’ora di mezzogiorno, quando il sole è più alto e il suo calore maggiore, ma l’ora di mezzogiorno – l’ora sesta - per la tradizione orientale e non solo, rappresenta l’ora più difficile, più esposta alla tentazione, tanto da denominare il DEMONE DEL MEZZOGIORNO, come il tentatore più insidioso del giorno. Questo perché se è vero che a mezzogiorno le ombre sono piccolissime, come a dire che la LUCE VINCE LE TENEBRE è altrettanto vero che è il momento più caldo della giornata e il caldo fiacca, indebolisce la volontà e si è più esposti alla fragilità, alla pigrizia, o per mantenere un linguaggio monastico, all’accidia, il demone del mezzogiorno per l’appunto.
Prendiamoci cura
Ogni volta che mi metto in ascolto di questo brano dell’evangelista Luca so già che la mia prima attenzione, la prima ferita che il testo mi infligge, è quel versetto terribile: vide e passò oltre. Questo versetto ha sempre in me una certa forza nel chiedermi: quante volte anch’io ho visto e sono passato oltre. Quante volte il mio sguardo si è fermato su qualcuno nel bisogno, su una mano che mi chiedeva aiuto, su una lacrima che chiedeva di essere delicatamente raccolta e sono passato oltre come si e i miei occhi non avessero visto, come se il mio cuore non fosse stato interpellato.
Quale via?
Andiamo a preparare la strada al Signore… come?
Ma voi
Gesù sembra preoccupato. Come tutte le persone normali sembra CERCARE CONFERMA sul proprio operato. Tutti noi abbiamo bisogno di essere confermati/rassicurati in una parola AMATI.
Inizi di felicità
Non meravigliamoci se siamo tentati nelle nostre relazioni! Meravigliamoci piuttosto se scegliamo come via di risoluzione la divisione, al giudizio, alle chiusure e all’orgoglio.
Difendere gli indifesi
Allora possiamo affermare che lo Spirito Santo non è mai una questione esclusiva, personale sì, ma non esclusiva di qualcuno. È un dono fatto alla persona, non in modo esclusivo, ossia escludendo qualcuno, perché questo dono è ricevuto solo in un contesto comunitario, all’interno di una famiglia, in una chiesa che prega insieme, con dei credenti che pregano in comunione.