Dio colma le distanze

Gesรน si manifesta di nuovo. Non erano bastate le prime due volte. Gesรน appare ancora per confermare i suoi apostoli che non ce la fanno a sostenere questa distanza, nonostante le prime apparizioni, nonostante le conferme avute, le testimonianze delle donne e di Pietro e di Giovanni e di Tommaso. NO! Non ce la fanno! Niente di tutto questo sembra bastare. Niente! Nemmeno le prime apparizioni di Gesรน sono state sufficienti per consolare quei cuori cosรฌ abbandonati, feriti, delusi e cosรฌ svuotati di quellโ€™entusiasmo dei primi tempi, di quella curiositร  verso quellโ€™uomo, il Maestro e Signore.

Non vinca la paura

I discepoli continuano ad avere paura. Siamo nel tempo della paura. Hanno timore che i Giudei se la prendano con loro, dopo aver ucciso Gesรน, temono per la loro vita. Hanno abbandonato Gesรน sulla croce e ora continuano a tradirlo sebbene lโ€™annuncio del mattino di Pasqua delle donne, sebbene lo stesso Pietro insieme al discepolo che Gesรน amava erano andati al sepolcro a verificare quello che le donne avevano detto e videro la pietra ribaltata, il sepolcro vuoto, le bende, e videro e credetteroโ€ฆ nonostante tutto questo i discepoli sono chiusi in una stanza e continuano ad avere paura. I loro cuori ancora dubitano. Il tempo della paura, del dubbio, dellโ€™assenza di Dio bussa continuamente da sempre alle porte della vita degli uomini.

Futuro

Ma Gesรน cosa fa? Non parla subito. Gesรน prende tempo. Il perdono รจ un lavoro e per questo motivo esige tempo, chiede di prendere tempo, di scrivere per terra, di cambiare lo sguardo, il punto di vista. Con il gesto di scrivere per terra, Gesรน obbliga a cambiare lo sguardo, il punto della prospettiva, non piรน rivolti verso la donna, ma verso il suo dito che scrive per terra, verso la terra, come a dire che proprio dalla terra umile puรฒ iniziare un nuovo percorso di perdono, di ammissione di colpa, di giudizio.

Capovolgere il dolore in abbracci

โ€œUn padre che corre incontro al figlio, perchรฉ ha fretta di capovolgere il dolore in abbracci, di riempire il vuoto del cuore. Per lui perdere un figlio รจ una perdita infinita. Non ha figli da buttare, Dio. Un padre che non rinfaccia, ma abbraccia; non sa che farsene delle scuse, perchรฉ il suo sguardo non vede il peccato del figlio, vede il suo ragazzo rovinato dalla fame. Ma non si accontenta di sfamarlo, vuole una festa con il meglio che cโ€™รจ in casa! E non ci sono rimproveri, rimorsi, rimpianti. Un Padre che infine esce a pregare il figlio maggiore, alle prese con lโ€™infelicitร  e tenta di spiegare e farsi capire ma non ci riesceโ€. (E. Ronchi)

Sii interessato e stupido

Mentre Mosรจ lavorava, stava pascolando, viveva la sua quotidianitร . MENTRE, Mosรจ stava facendo tutto questo, Dio si presenta a Lui con un fatto straordinario: non tanto il roveto che brucia (chissร  nel deserto quanti se non possono incontrare), ma il roveto che brucia senza consumarsi. Questo cattura la sua attenzione, lo incuriosisce e si avvicina per vedere meglio.

Nel giardino dell’amore, un Dio in ascolto del Canto dell’amata con Lidia Maggi

Dire Dio nel quotidiano con Il Cantico dei Cantici. Dove cerchiamo Dio? Spesso lo collochiamo nei santuari, negli spazi sacri tra i santi a lui graditi, ma nella Bibbia piรน spesso Dio si fa vicino tra la gente qualunque, uomini e donne in affanno nella loro vita di tutti i giorni. Ed รจ lรฌ che Dio pianta la sua tenda, il suo santuario. Proponiamo dunque un percorso biblico in tre serate alla riscoperta di questo Dio della casa. Lo incontreremo tra persone ordinarie, spesso vulnerabili e imperfette. Un Dio vicino, quotidiano che non ha paura ad entrare nelle contraddizioni della vita di tutti i giorni.

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