poesia
Fogli incatenati, menestrelli impauriti,
foglie a terra calpestate dai venti, mani intrecciate,
in attesa di essere districate:
date voce alla penna inceppata,
il cielo si apra,
il lampo scenda nel grembo della conchiglia
e generi la perla.
Fogli miei imprigionati,
violini nell’aria,
tronchi sul filo dell’acqua,
ignari della partenza e nell’oscura
speranza di un arrivo:
scatenate la parola, sia dischiuso il libro,
il cielo si apra ancora, il fulmine colpisca la terra,
siano infrante le tenebre, in un cristallo di luce.
tratta da Ubicumque
Lascia un commento