Dire Dio nel quotidiano con Lidia Maggi

Dove cerchiamo Dio? Spesso lo collochiamo nei santuari, negli spazi sacri tra i santi a lui graditi, ma nella Bibbia piรน spesso Dio si fa vicino tra la gente qualunque, uomini e donne in affanno nella loro vita di tutti i giorni. Ed รจ lรฌ che Dio pianta la sua tenda, il suo santuario. Proponiamo dunque un percorso biblico in tre serate alla riscoperta di questo Dio della casa. Lo incontreremo tra persone ordinarie, spesso vulnerabili e imperfette. Un Dio vicino, quotidiano che non ha paura ad entrare nelle contraddizioni della vita di tutti i giorni.

Sono un albero buono

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Stai dritto in piedi!

Iniziamo bene questa nostra domenica: Maledetto lโ€™uomo che confida nellโ€™uomo. Dio dice male dellโ€™uomo che confida nellโ€™uomo, dice male di chi pensa di essere una monade, unโ€™isola felice e invece segna il passo della triste solitudine, di una vita sterile. Il profeta Geremia ci mette in guardia: Guai a noi quando o se pensiamo โ€œmeglio soli che male accompagnatiโ€.

Per aprire futuri realizzabili

Gesรน รจ accerchiato dalla folla. La sua fama lo precedeva e molti uomini e donne, malati, poveri, sofferenti, curiosi lo seguivano, lo cercavano ed ascoltavano, non gli davano tregua.

Sii luce!

Oggi celebriamo la presentazione al Tempio di Gesรน e ci offre due testimoni, Simeone e Anna, che ci ricordano e ci insegnano che siamo chiamati a essere ASPETTANTI e SOSPIRANTI, coloro che aspettano, coloro che sospirano, respirare da sotto, mandare un respiro dal profondo del petto, un respiro che trova origine dallโ€™esperienza della mancanza. Oggi celebriamo la festa degli aspettanti che sospirano, o dei sospiranti che aspettano. La festa di coloro che aspettavano - una volta dicevo - la salvezza, oggi dico di coloro che desiderano essere amati senza se e senza ma. In fondo che cosa rappresenta la salvezza, se non fare esperienza di qualcuno che ci abbracci non nonostante tutto, ma per tutto e in tutto a quello che abbiamo scelto, conquistato, vissuto, distrutto, amato, fallito.

Che io mi commuova

Oggi, assistiamo alla potenza della parola di Dio. Il sacerdote Esdra e Gesรน, nel vangelo, prendono la parola di Dio, lโ€™annunciano e essa si fa vita. La parola diventa realtร , carne della carne dellโ€™uomo, carne e sangue di Gesรน. Gesรน si fa stringere dallo Spirito Santo, che lo avvolge, lo consacra e lo sospinge a divenire prossimo a chi รจ in prigione, emarginato, affamato, a chi ha bisogno di essere abbracciato e guarito. Sento forte lโ€™appello da parte di Dio di ricordare a me stesso e a ciascuno di noi, che la parola che ascoltiamo non รจ solo carta scritta, ma รจ vita, รจ potenza creatrice e ci rinnova, sempre.

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