Terza parte. Sesso, piacere ed erotismo al tempo del web e dei social. Gli adolescenti tra passioni e pornografia

Terza parte di un articolo della dottoressa Paola Scalari, psicologa, psicoterapeuta, psicosocioanalista, docente in Psicoterapia della coppia e della famiglia alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della COIRAG.

Ad una giovane paziente che ogni sabato sera va a letto indifferentemente con chiunque mi ritrovo spesso a dire: “Non sente che smercia qualcosa di prezioso a bassissimo costo? Un orgasmo vale questa promiscuità?”. Lei mi risponde: “Mi diverto, lo fanno tutte, mi rilassa”. A. mi racconta che, da sola o in compagnia delle amiche, se non c’è nessuno a portata di amplesso usa il collegamento via skype per portare a termine la sua soddisfazione sessuale del sabato sera. Senza vergogna, senza dubbi, senza tentennamenti. Un po’ di alcool per abbassare le tensioni e il gioco risulta fattibile. A., pur in psicoterapia da tempo, sembra non capire la parola pudore, senso di intimità, rispetto per il corpo, scelta personale. Si lascia guardare nuda e penetrare – realmente o virtualmente da – chiunque. 

Nella sua analisi fatichiamo non poco a scovare quel senso di interiorità dove risiedono pensieri, idee, rappresentazioni, sogni. L’interno pare non esserci a favore di un vissuto che tutto accada fuori e in superficie. Il sesso è scarica della tensione fisica.

Da alcune settimane sappiamo che anche suo padre usa internet per le sue ricerche di scene sessuali di cui pare fare collezione suddividendole per tipologia di perversione. Anzi, visto che fa il documentarista A. pensa che papà produca cortometraggi a luci rosse.

Alcune volte allora gli adulti stessi delusi, insoddisfatti, perversi, infelici sono degli utilizzatori di pornografia in rete. Lo fanno in maniera curiosa rimanendo dentro ai confini dell’etica. Lo fanno in modo delinquenziale usando la rete per sordide visioni di minori o di disumane perversioni. Lo fanno individualmente, ma anche collettivamente guardando film hot con amici in serate conviviali. Non vi sarebbero tante offerte di pornografia rintracciabili in rete se gli adulti non la comprassero e visionassero! La carne come merce è dunque una realtà alimentata dai grandi e offerta anche ai piccoli. Questo dunque accade perché la vita erotica nella coppia è sempre più debole e, in questa perdita di tensione verso l’incontro amoroso di corpi che sanno dialogare, cercarsi e conoscersi, i ragazzi del terzo millennio rappresentano sempre di più delle vittime. Il clima di perversione che respirano rende gli adolescenti meno resilienti delle prede facili.

Adolescenti senza guide possono perdersi navigando in rete non solo quindi per le insidie del digitale, ma soprattutto per la fragilità dei loro adulti di riferimento.

Spesso madri e padri non prendono nemmeno le più normali precauzioni, come quelle offerte dai parent control, affinché i piccoli non li scoprano a navigare nei siti porno e non possano anche loro accedere alle medesime immagini. 

Tutto questo fare sesso senza amore diventa allora normalità, consuetudine, disinvolto agire senza nessun pensiero che induca a riflettere sul consumo e la produzione di immagini porno. 

E i figli credono e imparano che è dentro al monitor che c’è la soluzione ad ogni desiderio fisico e immateriale irrisolto. Cercano allora in rete la soluzione alle loro esigenze pulsionali e, poiché la vita sessuale nell’adolescenza è uno scoglio in quanto attiva titubanze, paure, insicurezze, il cercare nel web di poter vedere come funzioni il rapporto erotico induce ad un sesso senza affetto. La pornografia mostra posizioni acrobatiche, fa vedere potenti e ripetuti orgasmi, usa gli organi sessuali solo per trovare soddisfazioni alle pulsioni fisiche, ma non dice nulla, anzi proprio nega, che esistano affetti in gioco. E nell’adolescente consumatore di pornografia il divario tra amore erotico e prestazione ginnica sessuale si fa sempre più profondo fino a far perdere ogni connessione. E questa non è una minoranza se circa l’87% degli adolescenti dichiara di consumare sesso in rete.

Il ragazzo apprende in questo mondo di immagini puramente genitali pose da performance e disimpara però come coniugare affetti e sesso. Vede prestazioni da primato ed evita la ricerca su come dialogare con il suo e l’altrui corpo. Usufruisce di eccitazioni attraverso lo sguardo e smarrisce il senso del piacere dell’incontro amoroso con le sue incertezze e titubanze. 

Fare l’amore con passione e gioia si trasforma in uno sterile fare sesso. Vivere la vita erotica si svilisce in un triste e  ripetitivo godimento. Allora fare sesso non basta più e il passo è breve verso la ricerca di eccitazioni perverse. Il dolore per il vuoto interiore diviene bisogno di alzare l’asticella del godimento. E la perversione diventa la via più facile. Esibizionismo, voyarismo, masochismo sembrano vie normali del piacere. Ma non lo sono. E ciò che pare appassionato godimento in realtà diviene triste svilimento di se stessi. Esso reca un dolore sordo che cerca di essere calmato con ulteriore sesso di tutti i tipi. 

L’adolescente intrappolato in questo triste scenario cerca infine nuove frontiere dell’amore dentro al web anche se quel che sperimenta al suo interno gli pare non bastargli mai. Allora da vero adolescente osa sempre di più, supera ogni confine, demolisce ogni norma etica. Va oltre l’usufruire della pornografia in rete, diventa protagonista dell’azione pornografica.

[continua la prossima settimana] 

http://www.paolascalari.eu/

https://www.edizionilameridiana.it/blog/

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