Conclusione. Sesso, piacere ed erotismo al tempo del web e dei social. Gli adolescenti tra passioni e pornografia

Quarta parte di un articolo della dottoressa Paola Scalari, psicologa, psicoterapeuta, psicosocioanalista, docente in Psicoterapia della coppia e della famiglia alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della COIRAG.

Il sesso non è allora piacere relazionale, ma diviene ricerca di riempire il vuoto affettivo. Sappiamo però che un piccolo inciampo dato da un rifiuto, un giudizio negativo, una risposta inattesa può far crollare questa struttura di sostegno. A questo punto lo stare in rete diviene foriero di morti inattese.

Il sesso in rete allora segnala la ricerca di tenersi vivi poiché gli adulti hanno disertato al loro ruolo di guida nella via incerta dell’adolescenza.

Dove sono gli adulti mentre ragazze mandano via WathsApp all’amico del momento foto provocanti indossando biancheria intima? Dove sono gli educatori mentre i ragazzi si denudano per mostrare attributi sorprendenti alle volte ricorrendo a fotomontaggi o foto non proprie pur di stupire? 

La sessualità vissuta come elemento di poco conto e non più proibita dal contesto familiare diviene facile esercizio ginnico e si trasforma in un interessante gioco al rialzo che ha come offerta la provocazione sessuale. Spesso anche senza che avvenga una scelta di campo. Il gioco infatti risulta divertente sia che lo si faccia con un amico del sesso opposto sia che lo si pratichi con un amico dello stesso sesso. La sfumata identità di genere lascia spazio al piacere piuttosto che alla scelta e con essa alla perdita della bisessualità infantile. Incerti nell’identità gli adolescenti non costruiscono confini soggettivi specifici e rimangono vaghi esseri alla ricerca di sensazioni forti per sentire di esistere. 

Passano allora ben presto a farsi self e video con pose seduttive e provocanti per postarli nei vari social che incitano ad osare sempre di più.

Creano inoltre piccoli filmati erotici da postare. Li girano tra amiche che si atteggiano da lesbiche, tra compagni che si immedesimano in provocanti gay o da navigati etero sessuali poiché non è l’incontro erotico che conta ma il numero di fallwer che si accumulano.

L’incontro sessuale perde ogni valenza di spazio del dialogo intimo e diviene provocazione sociale, esperienza nella quale l’esibirsi fa esistere, gioco senza regole.

Il senso della vergogna filtrato dai monitor svanisce. 

La differenza tra privato e pubblico sparisce. 

Il sesso come linguaggio amoroso risulta sconosciuto.

Il rapporto d’amore pare impossibile. 

Il senso del pudore diviene retaggio di tempi lontani. 

Il corpo come spazio privato viene assolutamente ritenuto una cosa d’altri tempi. 

É il mondo interno che scompare. È lo spazio della riflessione interiore che svanisce. È il luogo della coscienza dove dibattere internamente che si assottiglia. Tutto diviene azione. Scompare nell’adolescente la capacità di riflessione. Ed è questo il vero pericolo dell’abuso del sesso come gioco superficiale da farsi in rete. Chi pratica questo sesso dietro al monitor perde il senso del limite che lo aiuti a distinguere tra un dentro ed un fuori, tra un fantasticare ed un agire e tra un sognare e un fare. 

L’web è quindi risorsa per non sentirsi troppo soli nell’età del transito dall’infanzia all’età adulta, ma può essere anche un buco nero dentro a cui giovani inesperti ed ingenui si smarriscono.  

[fine dell’articolo] 

http://www.paolascalari.eu/

paolahttps://www.edizionilameridiana.it/blog/

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