Arte e vastità. Nei mentre di Dio

Dal Vangelo secondo Marco 10,46

E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Parole chiave

  1. Nei mentre di Dio egli opera qualcosa di straordinario. Nei mentre della vita di ciascuno Dio opera qualcosa di grande, di vasto. Egli desidera operare qualcosa di grande. Mentre Gesù cammina lungo le strade della vita incontro persone, volte, solitudine e tempeste e a tutto e a tutti offre una risposta, una guarigione, uno sguardo carico della sua rassicurante presenza.
  2. Bartimeo e la cecità. Bartimeo ci insegna che c’è una cecità necessaria per incontrare Gesù. Egli, infatti, ancora prima di essere guarito, si alza e va da Gesù pur senza vedere. La guarigione avviene dopo che Bartimeo ha camminato nell’oscurità. Non posso no pensare a un altro brano biblico: Pietro sulla parola di Gesù comincia a camminare sulle acque, poi – dice il vangelo – comincia a VEDERE il vento, perde la fiducia e affonda. Credo che nella vita dell’uomo e, ancor più, nella vita del discepolo del Signore ci sia una oscurità necessaria per entrare nell’amore. Per questo motivo in ogni mio mosaico c’è sempre una zona oscura: un sepolcro, il golgota, la croce, delle linee scure che sembrano spezzare l’armonia, i 5 pani scuri del bambino… tutto sta a indicare quell’oscurità necessaria per poter godere la potenza della luce e riflettere di quel splendore.
  3. La vastità vuole essere il tema centrale del percorso biblico di quest’anno. Con la parola di Dio ci sarà l’arte, la liturgia, la psicologia che ci aiuteranno ad approfondire lo spirituale e l’umano, perchè tutto ciò che è squisitamente umano è spirituale e viceversa. Il percorso biblico vuole essere un aiuto per allenarci a intrecciare l’ordinario con lo straordinario, il poco con il tanto, le tenebre con la luce, il niente con il tutto…

Alcune domande prima di spiegare il mosaico

Che cos’è l’edificio ecclesiale?  È il luogo della LITURGIA (= AZIONE DI DIO VERSO L’UOMO E NOI CHIAMATI AD ACCOGLIERE QUELLO CHE DIO FA SU DI NOI) e la liturgia è un’azione che Dio Padre svolge su di noi. Nello Spirito Santo, Lui agisce su di noi e NOI SUPPLICHIAMO AFFINCHÈ si realizzi questa azione. La prima grande liturgia fu l’Annunciazione: Dio si fa carne nel grembo di Maria, DIO AGISCE IN MARIA.  Nella Liturgia Dio Padre agisce su di noi allo stesso modo.  L’AZIONE LITURGICA è FARCI ESSERE CORPO DI CRISTO E NOI SIAMO CHIAMATI AD ACCOGLIERE QUESTO DONO. La liturgia Eucaristica ci fa essere Corpo di Cristo, per una umanità nuova. Nella liturgia Dio ci fa continuamente figli nel Figlio e l’atteggiamento cardine da avere nell’azione liturgica è l’accoglienza di quello che Dio fa su di noi. Noi siamo chiamati a manifestare Lui. Il senso della chiesa è la manifestazione del dono ricevuto. 

Cosa succede con noi nella liturgia?  NOI CAMBIAMO: DIVENTIAMO FIGLI E FRATELLI PERCHÈ  UNICO CORPO. La liturgia ci rende capaci di unità in Cristo Gesù. Se tra noi e Dio avviene questo, allora LO SPAZIO DOVE SI CELEBRA DEVE ESPRIMERE QUESTO. Il mistero di quello che capita nella liturgia deve vedersi nello spazio. L’architettura, l’altare, le pareti devono essere manifestazione di questa liturgia. Lo spazio è un continuum liturgico, devono manifestare questa umanità in Cristo Gesù. Ecco che le pareti sono parte del Corpo di Cristo. 

Come far vedere un’umanità nuova? Attraverso l’amore di Dio che è Pasquale e non semplicemente secondo i canoni della bellezza secolare. Varcando le soglie della chiesa noi entriamo in Cristo. La chiesa dalla navata si sposta tutta sull’altare e Dio agisce su quel popolo, su quelle vite, su quel lavoro, su quella fatica è lì che Dio agisce e quello diventa il Corpo di Cristo. Dentro di noi scorre la sua vita e questa vita desidera manifestarsi. L’EDIFICIO DELLA CHIESA REGISTRA TUTTO QUESTO e questa vita deve farsi vedere sulle pareti della chiesa. 

L’arte del mosaico: PRENDERE LE PIETRE CON AMORE PER FARLE PARLARE

Romani 8,19: L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. 20La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. 22Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi.

Il mosaico è il LINGUAGGIO DELLA PIETRA, è il linguaggio della TERRA. PIETRA-AMORE-PAROLA-VOLTO. Prendiamo marmi, graniti, le pietre, li prendiamo con amore e li facciamo parlare. E le pietre diventano il volto. Tutta la materia del mondo ha un solo desiderio essere liberata, essere amata e donata. Il mosaico è frutto della terra, è lavoro delle mani dell’uomo, è l’amore dell’artista e la condivisione di questo amore manifestandolo nell’arte. Il mosaico cerca di esprimere il minimo indispensabile, l’essenziale. L’immagine si vede e rimanda all’altro, altrove. 

Descrizione dell’opera

L’abbraccio. L’intera parete rappresenta un grande abbraccio: la parte circolare vuole rappresentare l’abbraccio di Dio che si realizza nella celebrazione eucaristica con tutta la comunità celebrante. Questa scelta è per ricordare che la chiesa e il presbiterio sono il luogo di incontro tra Dio e il suo popolo. Le persone che entrano dalla porta principale dovrebbero sentirsi accolte da questo grande abbraccio e accompagnate a vivere questo abbraccio spiritualmente. 

La tenda. Se osserviamo la parete frontalmente osserviamo che la forma è quella della tenda perché all’interno di questo abbraccio ci sarà la torre eucaristica e volevo ricordare l’arca dell’alleanza che durante il cammino del deserto era custodito all’interno della tenda. La tenda ricorda il popolo di Israele peregrinante verso la terra promessa. Tutti noi siamo sempre in cammino verso l’incontro con il Padre.

Le scene iconografiche

Gli angeli. Si possono notare due pannelli uno a destra e uno a sinistra dell’altare che ospiteranno due angeli.  Ponendosi davanti l’altare, l’angelo a sinistra, in corrispondenza dell’ambone, è Gabriele che porta un rotolo della Parola di Dio ed è rivolto verso l’assemblea che si pone in ascolto. È l’angelo che porta, annuncia la Buona Notizia. Il rotolo è gonfio dello Spirito Santo che agisce sul popolo di Dio.  La comunità guardando e ascoltando il lettore vedrà dietro di lui l’angelo Gabriele. Il desiderio è che si avverta che quella parola annunciata da un uomo/donna è davvero parola di Dio che porta nuova vita. Così come la parola pronunciata dall’angelo ha generato Gesù nel grembo di Maria.

Il significato del nome Raffaele: È Dio colui che guarisce. Ho scelto l’angelo Raffaele anche in onore di medici e infermieri del tempo pandemico che abbiamo vissuto• Raffaele porta una lampada accesa in mano ed è rivolto verso la parete del mosaico, verso il tabernacolo, verso l’altare. L’angelo con la sua posizione invita a contemplare i misteri che il mosaico/dipinto rappresenta. A piedi dell’angelo ho aggiunto una piccola anfora che porta gli unguenti per guarire con una scritta ZOE = vita. I due angeli stanno a indicare che solo con la fede e la Parola è possibile entrare in relazione con Dio. 

Emoroissa e nozze di Cana. Ho scelto queste due scene bibliche per rappresentare l’abbondanza della misericordia di Dio, concessa all’emorroissa che “deruba” Cristo della sua grazia ricevendo non solo la guarigione fisica ma anche spirituale.•Vicina alla donna, si trova la folla con alcuni farisei, messa di spalle che si perdono a chiacchierare e non si accorgono della potenza del miracolo. Le nozze di Cana rappresentano l’abbondanza di vino, ossia l’abbondanza della Gioia che non può finire alla presenza di Cristo.

La folla. Alle spalle dell’omoroissa c’è un gruppo di persone: farisei, delle donne. Sono di spalle alla donna e a Gesù. Stanno a indicare la distrazione. Intenti a chiacchierare o mormorare fra loro che non si accorgo del grande miracolo che sta avvenendo in quel momento. La folla si perde la vastità dell’amore del Risorto e della donna in quel momento. Fra queste persone però ce n’è una con il velo dorato. L’oro nell’arte liturgica rappresenta la presenza di Dio. Quella persona è un annuncio di speranza. Fra la folla, nonostante la distrazione, qualcuno percepisce qualcosa di grande. Una persona della folla – nonostante il disinteresse – riceve la grazia di Dio.

Moltiplicazione dei pani e dei pesci. Sul lato sinistro troviamo rappresentati san Pietro e il bambino che sono testimoni della moltiplicazione dei pani.  Il Bambino offre il pane al Cristo perché lo moltiplichi e trasformi. Più dietro Pietro, che con il pane raccolto nella cesta, è pronto a incamminarsi sulla strada verso Gerusalemme, simbolo di tutte le città perché tutti possano avere l’opportunità di nutrirsi dell’eucaristia. L’abbondanza di pane rappresentata della sette ceste avanzate annuncia che quel cibo è per sempre, è per tutte le città, è per tutti. Quelle ceste piene ci ricordano che il pane trasformato in corpo di Cristo sull’altare è lo stesso pane, lo stesso amore, la stessa condivisione e abbondanza con cui sfamarci e sfamare. Quella strada è un invito per tutti ad inoltrarci per e vie delle città per condividere quell’amore sperimentato nell’Eucaristia. Le ceste con i pezzi di pane avanzato ricordano che il pane trasformato in corpo di Cristo sull’altare è lo stesso pane, lo stesso amore, la stessa condivisione. Quella strada è un invito per tutti ad inoltrarci per e vie delle città per condividere quell’amore sperimentato nell’Eucaristia. 

Cristo Sacro Cuore Risorto. Al centro della parete troviamo il grande Cristo Sacro Cuore, alto circa 3,90 mt per ricordare che la Chiesa Parrocchiale è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. •Da lui scaturisce ogni abbondanza.L’abbondanza della misericordia, la donna tocca il suo mantello; l’abbondanza della gioia, la giara posta ai piedi di Gesù che raccoglie le gocce che scendono dal suo costato, e l’abbondanza di pane, ossia l’abbondanza della vita. 

La colonna eucaristica. Davanti la parete circolare, in corrispondenza di Gesù Sacro Cuore, è posta la colonna eucaristica. Nella parte finale della torre, che sarà alta circa 170 cm, sarà inserito il tabernacolo attuale e sarà mosaicata. Questo per rappresentare il versetto dell’Esodo 13,21-22: “All’uscita dall’Egitto il Signore marcia alla testa del popolo, di giorno in una colonna di nube e di notte in una colonna di fuoco”. L’eucaristia, presenza di Dio, nella colonna accompagna e nutre il suo popolo e lo guida.  Dio era presente nella colonna di nube e di fuoco, così Dio è presente, nell’eucaristia, nella colonna creata davanti alla parete mosaicata. 

Tutta la parete in forma circolare conduce lo sguardo verso il centro dove si trova sia la torre eucaristica e, 5 mt più avanti, l’altare.  Entrando dalla porta principale della chiesa tutto lo sguardo conduce verso il presbiterio: altare, tabernacolo, Sacro Cuore e Croce e viceversa. Il movimento che desideravo creare è di uno sguardo che si sposta dall’altare al crocifisso passando per la Colonna Eucaristica e Gesù Sacro Cuore e viceversa. Poi da destra a sinistra e viceversa, ossia dall’angelo Raffaele all’Angelo Garbriele.

Altri dettagli. La linea nera che si trova sopra la testo di Cristo è il prolungamento della croce. Attraversa tutta la parete fino al pavimento e raggiunge la colonna eucaristica. I pani del bambino sono scuri con pezzetti d’oro: rappresentano la vita dell’uomo con le sue ombre e le sue luci. Rappresentano la vita dell’uomo consegnata a Dio in attesa di diventare Unico Corpo Eucaristico. Quel pane è posto su un cesto bianco con pezzi d’oro lo stesso materiale usato per il Lenzuolo della risurrezione del Golgota. Per annunciare che non c’è grigiore e zona d’ombra che non porti in sé i semi della speranza, della luce, della vittoria… della presenza di Dio (=oro). La tovaglia del banchetto delle nozze di Cana, così il tabernacolo, l’anfora ai piedi di Gesù, la parte alta della parete sono create con lo stesso materiale: marmo rosa e oro: tutto è collegato e tutto è legato all’amore eucaristico.

Per concludere in attesa del prossimo appuntamento

Poesia Walt Whitman 

Respirare l’aria, parlare, passeggiare, afferrare qualcosa con la mano. 

Essere questo incredibile Dio che io sono.

Oh meraviglia delle cose, anche delle più piccole particelle!

Oh spiritualità delle cose! Io canto il sole all’alba e nel meriggio, o come ora nel tramonto:

tremo commosso della saggezza e della bellezza della terra e di tutte le cose che crescono sulla terra.

E credo che una foglia d’erba non sia meno di un giorno di lavoro delle stelle.

E dico che la Natura è eterna, che la gloria è eterna.

Lodo tutto questo con voce inebriata perché non vedo un’imperfezione nell’universo, 

non vedo una causa o un risultato che, alla fine, sia male.

E alla domanda che ricorre “Che cosa c’è di buono in tutto questo?”

La risposta è: che tu sei qui, che la vita esiste, che tu sei vivo.

Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un tuo verso,

Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un tuo verso.


Vai ad ascoltare la canzone ASCOLTA di Erica Boschiero


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