Tra voi non sia così! Tra noi non sia così!

Maestro, noi vogliamo che tu faccia per noi

Giovanni, il discepolo preferito, il migliore, il fine teologo, si mette di fronte a Gesù e gli chiede, con il fare proprio di un bambino: “Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo”. Eppure Gesù lo ascolta e rilancia con una bellissima domanda: “Che cosa volete che io faccia per voi?”.

Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”.

I discepoli del Signore fanno così una brutta figura davanti a Gesù. I discepoli sembrano sempre preoccupati di sé stessi, tanti che alcuni, Giacomo e Giovanni, si dimenticano degli altri dieci. Eppure loro sono discepoli scelti, eletti dal nostro Dio e loro fanno una domanda a trabocchetto al nostro Signore, una domanda che forse non è poi non così lontano dalle domande che noi poniamo – se le poniamo – al nostro Dio. Come dire: Maestro tu non sai cosa ti stiamo per chiedere ma vogliamo che tu dica comunque di sì. Noi vogliamo che tu faccia. Due discepoli egoisti, che si dimenticano di essere chiamati a servire e ad amare e non a comandare, pretendere e mettersi ai primi posti. 

Un po’ come i bambini… loro non chiedono al Signore aiuto, luce, amore. Loro non vogliono entrare nel mistero della sua vita. Loro vogliono dettare legge, decidere, dare NOI la misura dell’amore, la misura del donare e del ricevere. E subito questa richiesta autoreferenziale genera cattiveria e gelosia: gli altri dieci apostoli, infatti, dopo aver sentito, si indignano, si ribellano, unanimi nella gelosia, perché accomunati dalla stessa competizione per essere i primi.

Concedici di sedere nella tua gloria

Chiedono: Concedici di sedere nella tua gloria. Uno alla destra e uno alla sua sinistra. Come a dire Signore vogliamo stare sempre con te e non ci importa degli altri e di cosa tu hai pensato per noi, per il nostro bene. Noi sappiamo già di cosa abbiamo bisogno. Sedere nella gloria in quella gloria che noi stessi intendiamo, gloria come potere, come fama, come successo, bellezza, forza. Vogliamo stare alla tua destra e sinistra, cioè vogliamo avvolgerti, vogliamo che tu possa vedere solo noi due, essere noi i tuoi consiglieri, le tue braccia, il braccio destro e il tuo braccio sinistro. Questo Signore noi vogliamo chiederti e tu ce lo devi concedere. 

I discepoli non avevano capito nulla di nulla: non avevano capito l’amore del Padre che si sarebbe manifesto sulla croce del Cristo, non avevano compreso che la Gloria di Dio e il trono della sua gloria sarebbe stata la croce, la morte, il sacrificio e poi la risurrezione. 

E Gesù spalanca loro l’alternativa cristiana: tra voi non sia così. Apre un oltre, un altrove. Chi vuole diventare grande tra voi sia il servitore di tutti. Vanno a pezzi le vecchie idee su Dio e sull’uomo: Dio non è il padrone e signore dell’universo al cui trono inginocchiarsi tremando, ma è Lui che si inginocchia ai piedi di ogni suo figlio, si cinge un asciugamano e lava i piedi, e fascia le ferite. 

Accostiamoci con piena fiducia al trono della grazia

Tante volte anche noi siamo come questi discepoli. 

– A volte andiamo in crisi perché non veniamo esauditi in quello che chiediamo. Nel cuore viviamo la stessa dinamica di Giacomo e Giovanni chiediamo cose sbagliate e ovviamente Dio non può rispondervi e allora diciamo che Dio non ci ascolta, non capisce o, peggio, che Dio non esiste. 

– Oppure abbiamo un’altra reazione: smettiamo di chiedere perché non ci sentiamo ascoltati e siamo noi i primi a non saper più ascoltare. E allora la nostra preghiera diventa povera, ripetitiva, sterile. Ci mettiamo a posto la coscienza con la messa se va bene, e una o due preghiere quotidiane e va tutto bene l’importante è che Dio non dica assolutamente nulla. 

Cosa dire, fare, chiedere?

Dobbiamo compiere un salto di qualitàossia chiedere al Signore che cosa ha in mente per ciascuno di noiSignore Gesù che cosa vuoi che io faccia? Ecco la domanda delle domande, l’unica domanda corretta da fare al nostro Dio.  Ma per arrivare a questa domanda siamo chiamati a chiedere la grazia di una piena fiducia – come si dice nella lettera agli Ebrei –. “Io so che Dio mi ama e vuole sempre il mio bene” e poiché so che questa è la verità del mio Dio allora posso chiedere con fiducia: Signore Gesù che cosa vuoi che io faccia della mia vita perché sia felice per sempre? 


Le letture le trovi

qui


2 risposte a "Tra voi non sia così! Tra noi non sia così!"

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  1. Vogliamo che tu faccia quello che ti chiederemo… L’opposto del Padre nostro: sia fatta la tua volontà! E Gesù pazientemente a spiegare ai suoi: tra voi non è così! Grazie Don Vanio per quel salto di qualità che ci inviti a compiere nelle nostre preghiere chiedendo al Signore la grazie di capire cosa Lui vuole che facciamo della nostra vita per essere felici davvero e per sempre!

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