Santa invadenza

Vedi come ardisco parlare al mio Signore

Assistiamo, oggi, a un evento straordinario per la fede del popolo ebraico e anche per la nostra fede. Abramo, nostro padre nella fede e padre di tutto l’Antico Testamento prega, invoca, chiama Yhwh, il suo Dio, a entrare in dialogo con lui. 

Si rivolge a lui con determinazione, con audacia, osa mettere in discussione il Giudizio divino e, così facendo, stravolge i canoni della legge della retribuzione presente in molti testi dell’Antico Testamento. 

Ma cos’era la legge della retribuzione?

È una legge ancora in voga anche da noi soprattutto nei giovani, ma non solo, pur non conoscendone bene i termini e gli effetti. Questa legge diceva che si doveva pagare i mali compiuti secondo l’assioma: Occhio per occhio, dente per dente. Un esempio di legge della retribuzione fra gli uomini: Tu rubi una mela al mercato, io ti taglio la mano; tu guardi mia moglie, io ti tolgo l’occhio; tu mi offendi, io mi vendico

Questa legge della retribuzione era riferita anche a Dio e al suo rapporto con gli uomini. 

Esempi biblici? Tu sei nato cieco? I tuoi genitori hanno commesso dei peccati gravi! Stai male, hai una malattia, hai la lebbra, sei povero, orfano, o una persona sfortunata? Significa che tu hai peccato contro Dio e Dio che è il Giusto e il Terribile giudice ti punisce perché tu capisca. Dio vede e sente il grido per i gravi peccati compiuti in Sodoma e Gomorra ed è pronto per condannare e distruggere quella popolazione, secondo la legge della retribuzione. 

Ma interviene Abramo e stravolgere la legge. Egli tenta di convincere con la sua lunga e invadente preghiera d’intercessione e d’amore per gli uomini il nostro Dio a non intervenire: forse là ne troveranno dieci di giusti… per riguardo quei giusti non la distruggerò. 

Abramo ha osato chiedere a Dio, l’ha convinto a non intervenire contro quei peccatori per alcuni giusti che potevano essere presenti. Alla fine basterà un solo giusto per la salvezza di tutti: Gesù. 

Abramo ci insegna tre cose fondamentali nel nostro rapporto con Dio: 

1. Siamo chiamati a pregare e chiedere quello che l’amore ci suggerisce anche quando sembra impossibile una risposta, non temiamo di porci davanti al nostro Dio e discutere con Lui … 

2. Siamo chiamati a essere giusti davanti a Dio e agli uomini, perché solo tentando di vivere da giusti, da santi, da uomini e donne che tentano di rendere concreto il Vangelo nelle fatiche possiamo divenire strumenti di salvezza per gli uomini; 

3. Siamo chiamata a far memoria: rendere vivo il ricordo che grazie a Gesù, l’unico giusto, noi siamo già salvie per questo motivo la salvezza non è qualcosa che dobbiamo conquistare o meritare ma la dobbiamo semplicemente vivere, accogliere, assaporare.

Signore, insegnaci a pregare: Padre

E così s’inserisce facilmente e finalmente la vera e unica domanda che ogni discepolo e ciascuno di noi siamo chiamati a porre al Signore: Signore insegnaci a pregare. Dopo la testimonianza di Abramo, la sua fede, la sua audacia, il suo amore per gli uomini e il suo desiderio di salvezza per tutti, non possiamo far altro che chiedere al Signore di insegnarci a pregare, perché solo nella preghiera e attraverso di essa possiamo fare esperienza di quest’amore per tutti, nutrire il nostro rapporto filiale con Dio e coltivare il coraggio di rivolgerci a Lui con perseveranza e santa invadenza. 

Anche il vangelo supera la legge della retribuzione, Gesù, infatti, inizia a insegnare la preghiera rivolgendosi a Dio come Padre! Dio non è il giudice terribile, non è lo sterminatore. Dio è prima di tutto Padre, mio padre, nostro padre e tra papà e figli non c’è legge di retribuzione ma solo una legge dettata dall’amore vicendevole e filialeQuale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce gli darà al posto del pesce una serpe?

Santa invadenza

Chiediamo al Padre perché ci sarà dato, cerchiamo nel Padre e troveremo la sua volontà che è sempre volontà di gioia e di realizzazione, e bussiamo, bussiamo con sant’invadenza alle porte del cuore di Dio con preghiere, supplice, gesti di amore e carità. Ci sarà


Le letture le puoi trovare

qui


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